Istituto Comprensivo "Galilei"

L’OSTRICA RESISTE E GENERA BELLEZZA

L’OSTRICA RESISTE E GENERA BELLEZZA Quando viene attaccata da un corpo estraneo l’ostrica resiste.

Data:
27 Aprile 2020

L’OSTRICA RESISTE E GENERA BELLEZZA
Quando viene attaccata da un corpo estraneo l’ostrica resiste. Non solo, la bellezza della perla nasce quando all’ingresso di un parassita o un granello di sabbia, l’ostrica REAGISCE: una sostanza inizia a lavorare e copre il granello di sabbia con più strati, per proteggere il corpo indifeso della creatura stessa.
Abbiamo poteri e talenti per resistere in una situazione che a giorni può essere anche fonte di stress, noia, preoccupazione, stanchezza, nervosismo…
Abbiamo già fatto tanto ma dobbiamo ancora resistere e gradualmente recuperare alcuni piccoli spazi di quotidianità. Sapendo che ci sarà una NUOVA QUOTIDIANITA’. TUTTA DA PROGETTARE.
Abbiamo costruito  protezione con responsabilità, ai nostri figli abbiamo chiesto di vivere la casa come nido sicuro da abitare, anche se a tratti lo vivono come una prigionia. Abbiamo chiesto loro di vivere un tempo lento, dilatato, sospeso tra un prima ritmato, concitato, pieno e un domani da ripensare in modo nuovo. Abbiamo chiesto loro di trattenersi da gesti di affetto e custodirne il massimo valore nell’attesa di incontrare le persone che amano. Ci siamo in qualche modo costruiti una nuova quotidianità, permettendo loro delle regole meno restrittive in casa. Abbiamo chiesto loro di assumersi delle nuove responsabilità in casa perché potessero crescere in questo tempo e diventare grandi. Ora nella mente iniziamo ad aprire il sipario di un nuovo scenario. Con un misto di paura e di speranza. Con gradualità. Abbiamo bisogno di muovere piccoli passi prima nella nostra mente, per poi farli nel mondo. Ora che avevamo costruito una sorta di equilibrio…
Avremo bisogno di costruire nuovi linguaggi, saremo segnati da maturazioni e conquiste, ma anche da cicatrici e questo nuovo modo di viverci nel mondo sarà inizialmente bisbigliato e cauto. Fatto di piccoli passi. Nulla è perduto. Da cosa ricostruiamo? Da dove ripartiamo? Cosa resta?
“Nella vita, sono molte le cose che passano. Si trasformano, se ne vanno. Il sonno finisce. Una piccola ferita guarisce (quasi) senza lasciare traccia… La musica scivola via, i pensieri neri svaniscono, il cielo schiarisce sempre dopo la pioggia e la paura se ne va. Ma in questa metamorfosi delle piccole cose, in questo flusso inarrestabile di cambiamenti, c’è una cosa che non cambierà mai e resterà per sempre“, Beatrice Alemagna lo racconta a piccoli e grandi in “Le cose che passano”.  Abbiamo bisogno di punti fermi, nel mezzo del fluire e del divenire. Il punto fermo siamo noi con le nostre risorse, la nostra capacità di resistere e far fronte alle situazioni difficili, i legami di amore e di affetto che restano. Nel trascorrere dei giorni.
Di un altro aspetto siamo certi, ora più che mai: nessuno è onnipotente, ma questo non significa che siamo persi. Consapevoli che la condizione in cui ci muoveremo è quella di un navigare in un mare dove le giuste domande sono incertezza, ma tracciano una rotta. Noi siamo i marinai, il timone delle giornate e della nostra vita lo teniamo con gli occhi all’orizzonte. E qualche stella in cielo che orienta la rotta non mancherà di brillare anche in questa notte.
Laura D. C. – Spazio psicologico in tempo di Covid 19

Ultimo aggiornamento

27 Aprile 2020, 10:46